Keanu Reeves è in trattative per entrare nel nuovo The Gangster, the Cop, the Devil diretto da James Wan per Paramount. La notizia, riportata il 20 ottobre da The Hollywood Reporter, Deadline e Variety, non equivale ancora a un contratto chiuso. Rende però più leggibile un progetto che da anni tenta di tradurre per Hollywood il thriller sudcoreano di Lee Won-tae senza cancellarne la presenza decisiva: Don Lee, noto anche come Ma Dong-seok, resta legato al remake come interprete e produttore.
Il punto non è soltanto l’arrivo possibile di un’altra star. È la forma insolita del passaggio: invece di sostituire integralmente il volto che reggeva il film originale, l’operazione conserva Don Lee e prova ad affiancargli un nome globale.
Che cosa è confermato e che cosa no
Le tre testate di settore concordano sugli elementi principali: Reeves sta negoziando, Wan è indicato alla regia e Paramount sviluppa il film. La partecipazione non va presentata come definitiva finché lo studio o i rappresentanti dell’attore non annunceranno un accordo.
Non è stato comunicato quale personaggio verrebbe affidato a Reeves. Mancano inoltre una data d’inizio riprese, una finestra d’uscita, il cast completo e informazioni sulla distribuzione italiana.
La presenza di Don Lee ha invece una storia documentata. Nel 2022 il Korean Film Council spiegò che l’attore avrebbe ripreso il ruolo del gangster Jang Dong-su e partecipato alla produzione attraverso Gorilla 8 Productions. La stessa fonte indicava Paramount per produzione e distribuzione e Balboa Productions fra i soggetti coinvolti.
L’originale vive dell’equilibrio fra due forze
Presentato nelle Midnight Screenings del Festival di Cannes 2019, The Gangster, the Cop, the Devil costruisce il proprio motore su un’alleanza obbligata. Il boss Jang Dong-su sopravvive all’attacco di un serial killer. Il detective Jung Tae-seok vuole catturare lo stesso uomo. Gangster e poliziotto si disprezzano, ma hanno bisogno l’uno dell’altro.
Questa struttura non chiede soltanto un protagonista carismatico. Chiede due presenze capaci di contendere alla scena autorità, brutalità e controllo. Don Lee non era un elemento intercambiabile: il suo corpo, la sua misura comica e il modo in cui alterna minaccia e vulnerabilità definivano Jang.
Per questo l’eventuale ingresso di Reeves conta più del semplice valore promozionale. Senza conoscere il ruolo, non possiamo sapere come Wan ridistribuirà il triangolo fra criminale, poliziotto e assassino. Possiamo però riconoscere la questione produttiva: l’adattamento deve introdurre una star internazionale senza trasformare il personaggio di Don Lee in una presenza ornamentale.
Un remake che ha già attraversato più fasi
Il progetto americano non nasce oggi. L’idea di un remake circola almeno dal 2019, quando la partecipazione di Don Lee venne annunciata mentre il film originale arrivava a Cannes. Nel 2022 il Korean Film Council raccontò una ripartenza dopo la sospensione legata alla pandemia, confermando Paramount e il doppio ruolo di Lee davanti e dietro la macchina da presa.
L’arrivo di James Wan e le trattative con Reeves segnano quindi un nuovo avanzamento, non il primo annuncio. Questa cronologia aiuta a evitare due errori: considerare il film già pronto e presentare il coinvolgimento di Don Lee come una conseguenza recente del casting.
Il tempo trascorso mostra anche quanto un remake possa cambiare mentre cerca la propria forma. Produttori, sceneggiature e talent possono avvicendarsi; ciò che finora ha resistito è la volontà di mantenere Lee al centro dell’operazione.
Conservare una star non basta a conservare un film
La permanenza dell’attore originale è un segnale interessante, ma non garantisce da sola che il remake rispetti ciò che rendeva efficace il thriller coreano. Bisognerà capire dove sarà ambientata la storia, come verrà riscritto il rapporto fra polizia e criminalità e quanto spazio resterà al conflitto morale fra i due uomini.
C’è poi una differenza fra conservare un interprete e conservare il suo peso narrativo. Se Reeves firmasse, il marketing internazionale potrebbe naturalmente concentrarsi su di lui. La prova del film sarà evitare che questa visibilità sposti l’equilibrio fino a trasformare Jang in una spalla del proprio remake.
È una lettura editoriale, non un esito già deciso. Al momento non conosciamo il ruolo di Reeves né la sceneggiatura finale. Proprio questa incertezza rende prematuro descrivere il progetto come una copia americanizzata o, al contrario, come un modello virtuoso di collaborazione transnazionale.
Che cosa rende l’operazione diversa da una sostituzione
Hollywood adatta da decenni thriller asiatici modificando cast, ambientazione e pubblico di riferimento. Qui il percorso annunciato è diverso: Don Lee porta con sé il personaggio che aveva costruito nel 2019 e una posizione produttiva che, almeno sulla carta, gli consente di incidere anche sul progetto.
Reeves potrebbe aggiungere riconoscibilità e un’altra idea di star d’azione: meno fondata sulla massa fisica, più sulla disciplina del gesto e sulla vulnerabilità trattenuta. È un contrasto promettente soltanto in potenza. Senza ruolo, scene o dichiarazioni creative, sarebbe scorretto trasformarlo in una qualità già acquisita.
La domanda utile, da qui in avanti, non sarà «chi dei due è il vero protagonista?». Sarà se il remake saprà usare due identità cinematografiche senza neutralizzarne una. L’originale funzionava perché gangster e poliziotto restavano incompatibili anche mentre collaboravano. Il nuovo film avrà bisogno dello stesso attrito, non semplicemente di due nomi sul poster.
I prossimi segnali da aspettare
Prima di considerare il casting chiuso serviranno conferme ufficiali. Poi saranno decisivi:
- il ruolo assegnato a Reeves;
- la conferma aggiornata di Don Lee nel cast e nella produzione;
- lo sceneggiatore accreditato nella versione che entrerà in lavorazione;
- ambientazione e rapporto con la trama del 2019;
- calendario delle riprese e data d’uscita;
- eventuale distribuzione italiana.
Per ora il fatto solido è circoscritto: Reeves sta negoziando per il film di Wan. Il valore della notizia sta in ciò che quelle trattative rendono visibile. Questo remake non sta scegliendo soltanto una nuova star; sta decidendo se adattare un successo coreano significhi sostituirne l’identità oppure metterla in dialogo con un altro sistema cinematografico.
Fonti
- Borys Kit, The Hollywood Reporter, “Keanu Reeves in Talks for James Wan’s The Gangster, the Cop, the Devil”, 20 ottobre 2026
- Deadline, “Keanu Reeves in Talks for The Gangster, the Cop, the Devil”, 20 ottobre 2026
- Variety, “Keanu Reeves in Talks to Star in James Wan’s The Gangster, the Cop, the Devil”, 20 ottobre 2026
- Festival de Cannes, scheda ufficiale di The Gangster, the Cop, the Devil
- Korean Film Council, “The Gangster, The Cop, The Devil, Set for Hollywood Remake”, 30 giugno 2022






















